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Le meraviglie della Grecia

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Le meraviglie della Grecia

Nel Peloponneso la regione di Nemea unisce la storia mitologica con produzione vinicola di qualità.

Il Peloponneso è una penisola ricca di storia greca, legata alle leggende di re ed eroi di civiltà antichissime, le cui testimonianze possiamo ritrovare visitando i resti nei siti archeologici.

Oltre ai richiami storici, il Peloponneso regala un ventaglio panoramico variopinto e suggestivo, con un’alternanza che varia dagli scorci delle coste alle pendici montuose dell’interno, zone collinari e pedemontane. La superficie vitata qui si estende per circa 100.000 ettari, con una produzione di circa 2,6 milioni di ettolitri. Il 70% riguarda la produzione di vini bianchi secchi, poi i rossi 15% e infine di bianchi dolci.

Girando in macchina l’ambiente circostante è un susseguirsi di viti, di piante di fico, e tanti ulivi. Nell’aria si respirano molteplici profumi da quelli di resina degli alberi a quelli delle erbe aromatiche ed eucalipto.

Nemea, Patrasso e Mantinia: le tre regioni vitivinicole del Peloponneso.

In Grecia prevale maggiormente la coltivazione degli oltre 300 vitigni autoctoni, anche se gli internazionali guadagnano spazio ma ancora con piccole percentuali.

A Mantinia si producono per la maggior parte i vini bianchi secchi ottenuti dalla varietà locale “semiaromatica” chiamata Moschofilero.

Anche nella regione di Patrasso si producono vini bianchi, dal vitigno autoctono Roditis.

Molto famosi sono il Moscato di Patrasso e di Rio ottenuti da vitigno Moscato Aspro, e il Mavrodafne di Patrasso che è un vino rosso dolce da dessert.

Fuori dal Peloponneso, a Santorini troviamo invece il vitigno autoctono Assyrtiko, ed a Naoussa c’è il Ynomavro.

Ci sono sette vini DOP in totale nel Peloponneso che rappresentano il 25% dei DOP di tutta la Grecia. Sono prodotti esclusivamente da vitigni autoctoni, con il massimo impegno e rispetto delle normative vigenti e sono: Mantinia DOP, Nemea DOP, Mavrodaphne di Patrasso DOP, Patras DOP, Muscat Patras DOP, Muscat di Rio Patras DOP e Monemvasia-Malvasia.

Già dal Medioevo la Malvasia era il vino più famoso proveniente dal Peloponneso.

Apro solo una parentesi sul “Retsina” questo vino bianco aromatico, che raramente si trova anche nella versione rosato. La sua particolarità sta nella fase della fermentazione, dove viene aggiunta la resina di pino di Aleppo. Ai tempi degli antichi greci, la resina si utilizzava per sigillare le anfore, successivamente come protezione dall’ossidazione: oggi è un aromatizzante.

Il vino si ottiene da uve saviatano, ed inizialmente la zona di produzione era attorno ad Atene nei vitigni dell’Attica, poi in tempi recenti si è diffusa un po’ in tutto il paese.

Oggi il “Retsina” è di richiamo per i turisti e folklore locale, e data la scarsa qualità dei vini base viene aggiunta la resina che conferisce al prodotto finale quel sentore di balsamico e di trementina che spesso maschera gli eventuali difetti del vino. Il 30% della produzione di Retsina è dedicato esclusivamente al mercato interno, e recentemente sono arrivate sul mercato anche delle versioni più curate.

Le aree interessate dalla denominazione “Nemea” sono : Antica Nemea, Nuova Nemea, Asprokampos e Gymno.

La viticoltura a Nemea risale almeno al 5° secolo A.C., senza conoscere esattamente la data.

Il nome Agiorgitiko deriva dalla piccola chiesa di San Giorgio che si trova all’interno dei confini della denominazione : “Uva di San Giorgio”.

Nella mitologia greca si narra che Eracle fu inviato a Nemea per uccidere il leone di Nemea. Il vino greco antico di “Fliasion oenos” era fatto a Nemea ed era conosciuto come “il sangue di Eracle”.

Vorrei concentrarmi ancora su Nemea, una regione vinicola molto importante ed interessante, situata a Sud-Ovest di Corinto dove inizia l’Argolide. Qui si trovano circa 40 cantine, e negli ultimi decenni in queste aziende ci sono stati enormi investimenti e conseguente grande crescita .

Il vitigno autoctono rosso coltivato e consentito nella OPAP Nemea (Denominazione Nemea) è l’Argiorgitico, si trova esclusivamente in questo territorio che comprende 15 paesi.

La denominazione “Nemea” è costituita da Agiorgitiko al 100% e la si trova nella versione secca e in quella semi-dolce da dessert.

La regolamentazione per i vini greci si suddivide in queste sottocategorie :

  • Denominazione di Origine di Qualità Superiore (OPAP) e Denominazione di Origine Controllata (OPE), simili alla DOCG e DOC in Italia e alla AOC francese.
  • A seguire troviamo la denominazione “Topikos Oenos”, i vini prodotti in zone estese simili ai vini IGT italiani.
  • Epitrapezios Oenos”: i Vini da Tavola.

Terroir

Il terroir di Nemea si suddivide in tre sottozone: la terra piatta che circonda il villaggio, la terra più a ovest del villaggio e le aree montagnose verso la cima del Monte Kyllini a nord.

La migliore fascia di altitudine è quella compresa tra i 300 e i 600 metri sul livello del mare.

I vigneti situati nelle quote più elevate trovano terreni sottili e ghiaiosi e le temperature sono più basse, tutti fattori che conferiscono una buona qualità alle uve.

L’Agiorgitiko è una vitigno a maturazione tardiva, risponde bene alle escursioni termiche diurne che consentono di rallentare la produzione di zuccheri nelle uve favorendo un buon livello di acidità, simile al Sangiovese.

Domaine Skouras: eccellenza in vini ottenuti con innovazione tecnologiche all’avanguardia e sperimentazione.

A pochi chilometri da Argo, nel villaggio di Malandreni sorge questa cantina che merita sicuramente una visita. Questo luogo offre molte opportunità perché è ricco di storia, si possono visitare il Museo Archeologico di Nemea, l’Antico Tempio di Zeus, Micene, Tirinto, l’Heraion, l’antica Agorà di Argo e la città di Nafplion.

George Skouras fondatore della Domaine: tutto ebbe inizio con un viaggio studio in Francia.

George Skouras è nato ad Argos, una delle città più antiche d’Europa con una tradizione di vino e cultura lunga 3000 anni. Negli anni ’80 George si recò a studiare agricoltura all’università di Digione, in Borgogna (Francia). Rimase profondamente colpito da tutto quello che apprendeva, la sua fame di conoscenza aumentava sempre più, focalizzandosi sui vitigni Chardonnay e Pinot Noir, ma non solo. In seguito ottenne la laurea in enologia, questo lo portò a viaggiare e soggiornare in Francia, Italia e Grecia, raccogliendo sul campo l’esperienza vinicola necessaria al suo progetto.

Nell’1986 venne fondata la Domaine Skouras e quello che era un idea visionaria si concretizzò. L’avventura cominciò con una piccola struttura vinicola nella periferia di Argos, prendendo dei terreni in affitto e noleggiando tutte le attrezzature da cantina, poi proporzionalmente al lavoro e alla crescita produttiva fu fondata una cantina nuova nel villaggio di Gimno a Nemea.

Nel 2004 nacque la successiva cantina a Malandreni; un incremento esponenziale sia nella capacità produttiva, di pari passo a quella tecnica; per il team della Domaine Skouras la tecnologia è incentrata sul controllo e osservazione, consentendo solo un intervento minimo sui vini, se e quando è necessario.

La filosofia che permea tutti i vini della tenuta Skouras si riassume in questi fattori:

Purezza, chiarezza varietale, tracciamento del mesoclima della regione, impronta del terroir.

Gli obiettivi dell’intera squadra vinicola è osservare, supervisionare, agire nella giusta misura, consultarsi per raggiungere un unico scopo: la maturazione ottimale dell’uva in vigna, l’accurata raccolta e la lavorazione, controllando tutti i processi e puntando sulla qualità, nel rispetto della personalità di questi vini che sono intensi, vivaci, complessi e denotano grazia, eleganza e nobiltà.

Il primo vino importante prodotto fu il “Megas Oenos”, in cui George volle sperimentare ed unire in uvaggio l’Aghiorghitiko con il Cabernet Sauvignon, creando il suo primo vino icona. Esperimento ottimamente riuscito, perché questo vino ha una buona predisposizione all’invecchiamento, ancora oggi è uno dei vini dell’azienda maggiormente richiesto ed esportato all’estero.

I vitigni autoctoni rappresentano il 90% della produzione della Domaine Skouras ed i bianchi più utilizzati sono: Roditis, Alepou e Moscofilero e le loro zone sono Argolide, Corinzia, Mantinia e Nemea.

I rossi sono Agiorgitiko e Mavrostifo di Argos (questa varietà antica e quasi estinta è stata riscoperta solo di recente).

Inoltre sono stati impianti vitigni internazionali quali: Chardonnay, Viognier, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah e Merlot.

George sapientemente è riuscito ad unire la sua capacità di enologo a quella di marketing.

Una volta ottenuti i vini di buon livello e qualità bisognava farli conoscere il più possibile.

Proporzionalmente come il suo mestiere, iniziò nel garage del padre e anche qui George si mise in discussione in prima persona passando di ristorante in ristorante a promuovere con orgoglio il frutto del suo lavoro.

Attualmente George è impegnato contemporaneamente su tre fronti: la produzione, la commercializzazione di vini di alta qualità e la promozione e divulgazione sia in Grecia che all’estero.

Attento nella cura dei dettagli, imprenditore preparato a 360° con lo sguardo rivolto alla rivitalizzazione dell’industria vinicola greca e la sua evoluzione mantenendo in primo piano i vitigni autoctoni con la loro storia secolare, fiducioso di poter cambiare e migliorare una realtà che fino a pochi anni vedeva molto screditati tutti i vini greci.

Un grande riconoscimento a livello internazionale lo ha ottenuto il suo “Fleva” – Syrah, miglior vino del 2011 nella top ten dei migliori Syrah du Monde 2013 a Bordeaux.

Durante la manifestazione esperti provenienti da tutto il mondo hanno degustato 423 vini Syrah/ Shiraz ed quello di Skouras è arrivato primo!

George Skouras ricorda orgoglioso che molti viticoltori greci come lui hanno studiato all’estero, riportando al loro ritorno un bagaglio di esperienza sul campo che ha consentito come comune denominatore una unione più forte tra le cantine; grazie anche a questo, oggi i vini greci sono diventanti molto competitivi e raffinati. George è fiducioso sul proprio potenziale di crescita sui mercati internazionali, ed ha voluto chiamare in etichetta un suo vino “St. George” per alcune esportazioni estere, perché la pronuncia dei nomi di alcuni vitigni autoctoni risulta difficile agli stranieri, e questo dettaglio facilita il posizionamento nelle vendite. La produzione di vini Skouras è destinata per il 50% al consumo interno e 50% viene esportato prevalentemente negli Stati Uniti, Europa, Australia e Cina.

Oggi ho scelto di restare legata alla tradizione, e degusto un vino che si ottiene da un vitigno autoctono per eccellenza, il rosso Nemea Grande Cuvée 2014 Agiorgitiko 100% (DOP) della zona di Corinthia, prodotto a 1.040 metri sul livello del mare. Il terreno è costituito in prevalenza da argilla rossa ricca in minerali. La raccolta di queste uve avviene all’inizio di Ottobre.

LAVORAZIONE IN CANTINA.

La fermentazione alcolica ed estrazione avviene in vasche di acciaio inox a 23°C. L’estrazione post-fermentativa a 20°C, per un tempo totale di estrazione di 14 giorni. La fermentazione malolattica si completa in barrique. Maturazione in barriques nuove francesi per 12 mesi, di cui 4 in presenza di fecce leggere. Il vino è affinato in bottiglia per altri 6 mesi in cantina. Il vino ha un grado alcolico di 13,5.

Nel bicchiere il colore è rosso rubino/violaceo poco trasparente, al naso è denso di forza e sprigiona complessità di profumi, un caleidoscopio che spazia del gelso scuro, aromi di ciliegia, more, legno di quercia, erbacei come semi di finocchio con un finale balsamico.

Di medio e corpo e struttura, ha tannini morbidi uniti ad una giusta acidità. Abbastanza caldo, sul palato si ritrovano sapori di frutti rossi, tabacco e spezie, con una mineralità calibrata. Lo giudico armonico ed equilibrato e lo consiglio in abbinamento con la “Moussaka”, piatto tipico tradizionale greco che consiste in una specie di lasagna fatta a strati con patate, melanzane, carne e besciamella alternati tra loro.

Desidero ringraziare personalmente il mio amico greco il Sig. Christos Alexandrakis di Atene, perché proprio grazie alla Sua collaborazione ho degustato i vini della Domain Skouras meritevoli di attenzione, vini di qualità e raffinati.

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