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Arte e Vino: quel sorso “di vino”.

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Arte e Vino: quel sorso “di vino“!

Durante l’esposizione dei piccoli produttori di vini marchigiani, tenutasi lo scorso Agosto nel suggestivo Castello di Gradara, degustai il vino che oggi ha la mia etichetta.

“Osservando nel calice il suo colore nero impenetrabile con sfumatura (purpurea) cattura l’attenzione per proseguire ad un ancor più attendo esame olfattivo… immediato arrivano i sentori di rosa, viola mammola e ciliegia matura, piccoli frutti neri e bacche rosse, a seguire una speziatura decisa di chiodi di garofano, cannella, e noce moscata.

Nell’esame gustativo si ha la conferma del suo carattere: media struttura e calore, rotondo, si ritrova la ciliegia sotto spirito; la persistenza si mantiene e si chiude con una buona sapidità.”

Tutte queste caratteristiche rispecchiano appieno il Lacrima di Morro d’Alba, vitigno autoctono del territorio marchigiano.

Lacrima.

In primo luogo il suo nome deriva dal fatto che, a piena maturazione, la spessa buccia si rompe con facilità lasciando uscire dall’acino delle “Lacrime” di succo.

La buccia di quest’uva è ricca di antociani e pigmenti che conferiscono il colore tipico di questo vino.

Per quanto concerne le tipiche proprietà organolettiche del “Melano”, queste vanno attribuite alla posizione geografica dei vitigni in cui è situata la Tenuta San Marcello, che godono di un microclima ideale per la coltivazione del Lacrima.

L’antico casale, sapientemente ristrutturato dai proprietari Massimo Palmieri e Pasquale Marquet, oggi è una meravigliosa struttura agrituristica totalmente ecosostenibile; luogo accogliente con una cucina degna di nota.

Massimo è il vignaiolo.

Conversando con lui, mi conferma che il Suo approccio anche in vigna è “biologico”: più propenso ad impiegare microrganismi naturali ed estratti essenziali di alghe riducendo l’uso di zolfo e rame. Questo è un modo sano per stimolare la vite e rafforzarne le difese.

Predomina un costante impegno, con la massima cura e precisione in ogni passaggio. La visita in cantina ne è la conferma.

Per quanto riguarda la fermentazione:

questa avviene a temperatura controllata utilizzando un impianto geotermico a raffreddamento statico, che a sua volta è alimentato al 100% da fonti rinnovabili.

Apprezzato il mio progetto abbiamo condiviso momenti di interscambio enologico molto interessanti. Osservo molto entusiasmo nel proseguire, migliorarsi, crescere e farsi conoscere.

I suoi vini si sono classificati negli ultimi anni ottenendo riconoscimenti in diverse manifestazioni sia regionali che nazionali. Si raccolgono anche le meritate soddisfazioni!

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